Letterato · 70 a.C. – 19 a.C.
Virgilio
Il più grande poeta di Roma: cantò la terra, i pastori e le origini leggendarie dell'Urbe nell'Eneide. Sarà la guida di Dante nell'aldilà.
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70 a.C.
Nascita presso Mantova
Publio Virgilio Marone nasce il 15 ottobre del 70 a.C. ad Andes, presso Mantova, in una famiglia di piccoli proprietari terrieri. La campagna padana della sua infanzia — i campi, le greggi, i fiumi — resterà per sempre il paesaggio della sua poesia.
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50 a.C. 20 anni
Gli studi
Studia retorica e filosofia a Cremona, Milano e Roma, avvicinandosi all'epicureismo. Di salute fragile e temperamento schivo, poco adatto alla vita forense e politica, si dedica interamente alla poesia, coltivando un ideale di vita ritirata e contemplativa.
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39 a.C. 31 anni
Le Bucoliche
Pubblica le Bucoliche (o Egloghe): dieci componimenti pastorali che cantano un mondo idealizzato di pastori, amori e canti nella campagna. Sullo sfondo, però, il dramma reale delle confische delle terre ai contadini per premiare i veterani delle guerre civili.
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29 a.C. 41 anni
Le Georgiche
Dopo sette anni di lavoro pubblica le Georgiche: un poema didascalico sull'agricoltura in quattro libri, sui campi, gli alberi, il bestiame e le api. È insieme un elogio della fatica contadina e della pace ritrovata, e il suo capolavoro di perfezione formale.
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19 a.C. 51 anni
L'Eneide incompiuta e la morte
Per gli ultimi undici anni lavora all'Eneide, il poema epico nazionale di Roma: il viaggio dell'eroe troiano Enea che, sfuggito a Troia, fonda la stirpe da cui nascerà l'Urbe. Non fa in tempo a rifinirlo: muore a Brindisi nel 19 a.C. tornando dalla Grecia, chiedendo invano di bruciarlo.
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1300
La guida di Dante
Tredici secoli dopo, Dante lo sceglie come guida attraverso l'Inferno e il Purgatorio: 'tu se' lo mio maestro e 'l mio autore'. Simbolo della ragione umana che accompagna fin dove può, Virgilio diventa così anche un personaggio immortale della letteratura italiana.