Artista · 1853 – 1890
Vincent van Gogh
Il pittore dell'anima in tumulto: incompreso e povero in vita, con i suoi colori vibranti e la pennellata febbrile divenne uno dei più amati artisti di ogni tempo.
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1853
Nascita nei Paesi Bassi
Vincent van Gogh nasce il 30 marzo 1853 a Groot-Zundert, nei Paesi Bassi, figlio di un pastore protestante. Nasce esattamente un anno dopo un fratello morto alla nascita, che portava il suo stesso nome: un'ombra che accompagnerà la sua esistenza inquieta.
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1869 16 anni
Le vie mancate
Prima di diventare pittore fallisce ogni strada: mercante d'arte, insegnante, e poi predicatore evangelico tra i minatori del Borinage, in Belgio, dove vive in una povertà estrema condividendo la miseria dei diseredati. Solo a 27 anni decide di dedicarsi al disegno.
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1880 27 anni
La scelta della pittura
Sostenuto economicamente e umanamente dall'amato fratello Theo, mercante d'arte, comincia a disegnare e dipingere da autodidatta. Le prime opere, come I mangiatori di patate, sono cupe e terrose, dedicate ai contadini e ai poveri che conosce e rispetta.
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1886 33 anni
Parigi e il colore
Raggiunge Theo a Parigi e scopre gli impressionisti e l'arte giapponese: la sua tavolozza esplode di colore. Abbandona i toni scuri per gialli, azzurri e verdi vibranti, e sviluppa la pennellata mossa e materica che diventerà la sua firma inconfondibile.
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1888 35 anni
Arles e i girasoli
Si trasferisce ad Arles, nel sud della Francia, in cerca di luce: è il periodo più fecondo. Dipinge i girasoli, la camera da letto, i campi di grano, i caffè notturni. Sogna una comunità di artisti, ma la convivenza con Gauguin finisce nel dramma: in una crisi si mutila un orecchio.
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1889 36 anni
Saint-Rémy e la Notte stellata
Ricoverato per sua scelta nel manicomio di Saint-Rémy, tra crisi e lucidità continua a dipingere con incredibile intensità: nasce La notte stellata, con il cielo che turbina in vortici di luce. La malattia e il genio convivono in un equilibrio precario e doloroso.
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1890 37 anni
Auvers e la morte
Trasferitosi ad Auvers-sur-Oise, presso Parigi, dipinge senza sosta fino alla fine, tra cui i drammatici campi di grano coi corvi. Il 27 luglio 1890 si spara al petto; muore due giorni dopo, a 37 anni, vegliato da Theo. In vita aveva venduto, si dice, un solo quadro.