Artista · circa 1488 – 1576
Tiziano Vecellio
Il principe della pittura veneziana: per settant'anni dipinse dogi, papi e imperatori, e con il colore cambiò per sempre il modo di dipingere.
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1488
Nascita a Pieve di Cadore
Tiziano nasce a Pieve di Cadore, tra le montagne venete, attorno al 1488 — da vecchio si invecchierà ad arte, per commuovere i re. Bambino, scende a Venezia: bottega dei mosaicisti, poi dei Bellini, infine accanto a Giorgione.
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1510
Dopo Giorgione
La peste porta via Giorgione a poco più di trent'anni: Tiziano ne completa le tele e ne raccoglie l'eredità — il colore che costruisce la forma, il paesaggio che respira. Gli affreschi padovani del 1511 mostrano che il successore è già un maestro.
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1516
Pittore della Serenissima
Morto Giovanni Bellini, eredita la sansaria: pittore ufficiale della Repubblica. Sul'altare dei Frari sta nascendo l'Assunta: la Vergine che sale al cielo in un vortice di rosso, così nuova che i frati esitarono ad accettarla.
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1533
Cavaliere dell'imperatore
Carlo V, ritratto ad Augusta e a Bologna, lo nomina conte palatino e cavaliere dello Speron d'oro: mai un pittore era salito tanto. La leggenda — raccontata già nel Cinquecento — vuole che l'imperatore si sia chinato a raccogliergli il pennello.
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1545
Roma e Michelangelo
Ospite dei Farnese, dipinge il ritratto spietato di Paolo III con i nipoti e riceve la visita di Michelangelo: lodi in presenza e riserve in privato — 'se l'arte del disegno fosse pari al colorito...'. È il duello dei due Cinquecento: Firenze contro Venezia.
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1548
Carlo V a Mühlberg
Alla dieta di Augusta ritrae l'imperatore a cavallo, in armatura, nella piana di Mühlberg dove ha vinto i protestanti: solo, contro un cielo di tempesta. È l'archetipo di tutti i ritratti equestri del potere, da Velázquez a Napoleone.
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1559
Le poesie per Filippo II
Per il re di Spagna dipinge le 'poesie': Danae, Venere e Adone, il Ratto d'Europa, Diana e Atteone — i miti di Ovidio come mai visti, carne e luce. La pennellata si sfalda in macchie: da vicino caos, da lontano vita.
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1576
La morte nella peste
Muore il 27 agosto 1576, quasi novantenne, mentre la peste falcia Venezia. Contro ogni regola sanitaria, la Repubblica gli concede la sepoltura solenne ai Frari, davanti alla sua Assunta. Sul cavalletto resta l'ultima Pietà, scura e incompiuta.