Filosofo · 4 a.C. – 65 d.C.
Seneca
Filosofo stoico, drammaturgo e uomo politico romano. Precettore di Nerone, ne divenne vittima: il suo suicidio è una delle pagine più celebri della storia antica.
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4 a.C.
Nascita a Cordova
Lucio Anneo Seneca nasce a Cordova, in Spagna, attorno al 4 a.C., da una ricca famiglia di rango equestre: il padre, Seneca il Vecchio, è un celebre maestro di retorica. Bambino, viene portato a Roma per studiare.
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39 42 anni
L'invidia di Caligola
Oratore ormai famoso, rischia la vita: Caligola, geloso della sua eloquenza, ne ordina — si racconta — la morte, e lo risparmia solo perché lo credono malato e destinato a morire presto. Seneca impara presto quanto vale la vita alla corte dei Cesari.
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41 44 anni
L'esilio in Corsica
Appena salito al trono, Claudio lo relega in Corsica con l'accusa — costruita da Messalina — di adulterio con Giulia Livilla, sorella di Caligola. Nell'isola, per otto anni, scrive le Consolazioni e medita sulla filosofia come rifugio.
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49 52 anni
Il precettore di Nerone
Agrippina, nuova moglie di Claudio, lo fa richiamare dall'esilio e gli affida l'educazione del figlio dodicenne, Nerone. Seneca torna al centro del potere: nessun filosofo romano vi è mai stato tanto dentro.
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54 57 anni
Al fianco del principe
Claudio muore — di funghi avvelenati, dicono — e il diciassettenne Nerone diventa imperatore. Seneca gli scrive i discorsi e, con il prefetto Burro, guida di fatto l'impero: i primi cinque anni saranno ricordati come un piccolo periodo d'oro.
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59 62 anni
L'ombra del matricidio
Nerone fa assassinare la madre Agrippina. Seneca, ormai prigioniero del suo ruolo, scrive per lui la lettera che giustifica il delitto davanti al senato: è la macchia che i critici antichi e moderni non gli perdoneranno.
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62 65 anni
Il ritiro e le Lettere
Morto Burro, Seneca chiede a Nerone di potersi ritirare e gli offre le sue ricchezze. Negli ultimi anni, lontano dalla corte, scrive i capolavori: le Lettere a Lucilio, meditazione sulla vita, il tempo e la morte, e le Questioni naturali.
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65 68 anni
Il suicidio ordinato
Coinvolto — probabilmente a torto — nella congiura di Pisone, riceve da Nerone l'ordine di uccidersi. Si taglia le vene conversando con gli amici e dettando pensieri, fedele fino all'ultimo al modello stoico. Tacito ne farà una delle pagine immortali degli Annali.