Sovrano · 1798 – 1849
Carlo Alberto di Savoia
Il 're tentenna' del Piemonte: concesse lo Statuto Albertino e mosse guerra all'Austria nella prima guerra d'indipendenza. Sconfitto, abdicò e morì in esilio.
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1798
Nascita a Torino
Carlo Alberto nasce a Torino il 2 ottobre 1798, del ramo cadetto Savoia-Carignano. Cresce in anni turbolenti: bambino, con l'invasione napoleonica, è educato in Francia e Svizzera, assorbendo idee moderne che si scontreranno con il suo futuro ruolo di sovrano.
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1821 23 anni
I moti e l'ambiguità
Erede al trono, durante i moti liberali del 1821 concede ambiguamente la costituzione ai rivoltosi, salvo poi ritrattare quando il re rientra e reprime. L'episodio gli dà per sempre la fama di 're tentenna', sospeso tra simpatie liberali e dovere dinastico.
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1831 33 anni
Re di Sardegna
Sale al trono. Il suo regno è conservatore ma non immobile: riforma il codice civile e penale, l'esercito, l'amministrazione, e favorisce lentamente lo sviluppo economico. Un assolutismo 'riformatore' che prepara, senza volerlo del tutto, il terreno al futuro.
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1848 50 anni
Lo Statuto Albertino
Travolto dall'ondata rivoluzionaria del 1848, il 4 marzo concede lo Statuto Albertino: una costituzione con parlamento e libertà civili. Sarà la legge fondamentale dello Stato italiano fino al 1948, per un secolo esatto.
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1848 50 anni
La prima guerra d'indipendenza
Raccogliendo l'appello dei milanesi insorti, dichiara guerra all'Austria: è la prima guerra d'indipendenza. Iniziali successi, poi la sconfitta di Custoza costringe alla ritirata e all'armistizio. Il sogno di guidare l'Italia contro l'Austria vacilla.
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1849 51 anni
Novara e l'abdicazione
Ripresa la guerra, l'esercito piemontese è duramente sconfitto a Novara il 23 marzo 1849. La sera stessa, sul campo, Carlo Alberto abdica in favore del figlio Vittorio Emanuele II per ottenere condizioni di pace migliori, e parte per l'esilio.
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1849 51 anni
La morte in esilio
Si rifugia a Oporto, in Portogallo, sotto falso nome, distrutto nel corpo e nell'animo. Muore lì il 28 luglio 1849, pochi mesi dopo la sconfitta, a cinquant'anni. Le sue spoglie tornano in Italia tra grandi onori: il 're tentenna' diventa un martire del Risorgimento.