Militare · circa 406 – 453
Attila
Re degli Unni, il 'flagello di Dio': per vent'anni tenne sotto ricatto i due imperi romani, dall'Oriente alla Gallia, fino alle porte dell'Italia.
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406
Origini nella steppa
Attila nasce attorno al 406 nella confederazione unna, popolo nomade di cavalieri e arcieri arrivato dalle steppe asiatiche. Cresce alla corte dello zio Rua, quando gli Unni sono già una potenza che affitta e minaccia eserciti ai Romani.
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434
Re degli Unni
Alla morte di Rua, Attila e il fratello Bleda ereditano insieme il regno. Con il trattato di Margus impongono a Costantinopoli il raddoppio del tributo annuo in oro: la pace, con gli Unni, si compra.
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445
Il potere assoluto
Bleda muore — ucciso dal fratello, secondo le fonti — e Attila resta unico sovrano di un impero che va dal Reno al Mar Nero. Alla sua corte di legno in Pannonia siedono segretari romani e principi germanici sottomessi.
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447
I Balcani in ginocchio
Approfittando del terremoto che ha squarciato le mura di Costantinopoli, Attila devasta la Tracia e distrugge decine di città. L'imperatore Teodosio II compra ancora la pace: seimila libbre d'oro di arretrati.
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451
I Campi Catalaunici
Attila invade la Gallia con un'armata immensa. Ai Campi Catalaunici, presso Troyes, il generale romano Ezio e i Visigoti di Teodorico I — che vi muore — lo fermano in una delle battaglie più sanguinose dell'antichità. Per la prima volta, il flagello arretra.
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452
L'Italia e papa Leone
L'anno dopo Attila piomba sull'Italia: rade al suolo Aquileia — i profughi fonderanno Venezia nella laguna, dirà la tradizione — e saccheggia la pianura padana. Sul Mincio l'incontro con papa Leone I: Attila, tra carestia, epidemie e minacce da Oriente, si ritira.
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453
La morte e il crollo
Attila muore nel sonno la notte delle nozze con la giovane Ildico, soffocato da un'emorragia. Sepolto in una triplice bara d'oro, d'argento e di ferro in un luogo rimasto segreto. Un anno dopo, al fiume Nedao, i popoli soggetti distruggono l'impero dei suoi figli.