Artista · 1757 – 1822
Antonio Canova
Il sommo scultore del Neoclassicismo: dai suoi marmi levigatissimi rinacque la grazia ideale dell'antichità. Fu anche il grande recuperatore delle opere d'arte razziate da Napoleone.
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1757
Nascita a Possagno
Antonio Canova nasce il 1° novembre 1757 a Possagno, ai piedi delle Prealpi venete, figlio di uno scalpellino. Orfano di padre e affidato al nonno, anch'egli scalpellino, cresce tra gli scalpelli e la pietra: la leggenda vuole che colpisse un mecenate scolpendo un leone nel burro.
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1779 22 anni
Roma e l'antico
Trasferitosi a Roma, resta folgorato dalle rovine e dalle statue antiche. Aderisce al nuovo ideale neoclassico teorizzato da Winckelmann: 'nobile semplicità e quieta grandezza'. Abbandona il gusto barocco per una purezza ideale ispirata ai Greci.
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1787 30 anni
Amore e Psiche
Scolpisce Amore e Psiche: i due amanti che si sfiorano in un abbraccio delicatissimo, il marmo levigato fino a sembrare pelle viva. È l'immagine stessa della grazia neoclassica, tra le sculture più amate e riprodotte di ogni tempo.
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1802 45 anni
Al servizio di Napoleone
Napoleone lo vuole come suo scultore: Canova lo ritrae come 'Marte pacificatore', nudo eroico e colossale, e scolpisce la sorella Paolina Borghese come Venere vincitrice, sensuale e trionfante. Diventa l'artista più celebre e conteso d'Europa.
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1815 58 anni
Il recupero delle opere razziate
Caduto Napoleone, il papa lo incarica di una missione delicatissima: recuperare a Parigi le innumerevoli opere d'arte razziate in Italia dai francesi. Con abile diplomazia, Canova riporta a Roma gran parte dei capolavori, diventando un eroe della cultura italiana.
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1819 62 anni
Il tempio di Possagno
Ricco e onorato, decide di dotare il paese natale di un grande tempio, che progetta ispirandosi al Pantheon di Roma e al Partenone di Atene. Vi profonde parte del suo patrimonio: sarà il suo monumento e il suo mausoleo.
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1822 65 anni
La morte a Venezia
Muore a Venezia il 13 ottobre 1822, celebrato come il più grande artista vivente d'Europa. Il corpo è sepolto nel tempio di Possagno; il cuore, in un monumento ai Frari a Venezia; la mano destra, conservata a parte. L'Europa intera ne piange la scomparsa.